UNA GRANDE FESTA PER FRATEL ENRICO (FRANCESCO TRISOGLIO)
Lo scorso 15 maggio, il Collegio San Giuseppe di Torino, in occasione del suo 133/o anniversario, ha festeggiato uno dei più importanti esponenti della cultura torinese, Fratel Enrico, Francesco Trisoglio, autore di 129 pubblicazioni sui classici greci e latini, sui Padri della Chiesa, su autori bizantini e rinascimentali. Ma anche un uomo e un religioso impegnato sul piano civile come fondatore e animatore della Scuola di Formazione Socio-politica A. De Gasperi. L’omaggio a Fratel Enrico si è tenuto lo scorso 15 maggio alla presenza di autorità cittadine, del mondo accademico, di ex allievi e allievi e dei rappresentanti della sua Congregazione, quella dei Fratelli delle Scuole Cristiane. Tra gli altri erano presenti il Presidente della Regione, Dott.ssa Mercedes Bresso, di Sua Eminenza il Cardinale Severino Poletto, il presidente della Provincia di Torino Saitta, l'Assessore Borgione in rappresentanza del sindaco, l'Assessore regionale all'Istruzione Pentenero, il prefetto Padoin.
Le opere
Laureato all’Università Cattolica di Milano in Lettere classiche, Fratel Enrico giunse al Collegio San Giuseppe come insegnante nel 1953 e iniziò anche la carriera universitaria come assistente del cardinale Michele Pellegrino, allora Ordinario di Letteratura cristiana antica all’Università di Torino.
Fu nominato professore incaricato nell’anno accademico 1971-1972 e per 5 anni tenne la cattedra di Storia bizantina alla Facoltà d Lettere. Nel ‘76-‘77 gli fu affidata la cattedra di Storia della civiltà e della tradizione classica.
Ha curato, fra l’altro, la traduzione dell’intera produzione epistolografica e oratoria di Plinio il Giovane per la Utet e una monografia dello stesso Plinio edita dall’Accademia delle Scienze di Torino.
In considerazione della sua vasta e approfondita conoscenza delle opere dei classici latini, gli è stato chiesto di collaborare all’Enciclopedia Virgiliana e a quella Oraziana edite dalla Treccani.
Ma è nei classici della letteratura cristiana che Fratel Enrico eccelle per cultura e profondità, da Clemente Alessandrino a San Cipriano, da Sant’Ambrogio a San Girolamo, da San Giovanni Crisostomo a Sant’Agostino, da San Massimo, primo vescovo di Torino, a Isidoro di Siviglia e a San Gregorio di Nazianzo, teologo greco, poeta e asceta.
L'impegno extra universitario
Seguendo gli insegnamenti del fondatore dei Fratelli delle Scuole Cristiane, San Giovanni Battista de La Salle, Fratel Enrico non ha trascurato il suo impegno di maestro e educatore, una missione di cui parla ad esempio nel volume “Insegnare è impegnativo e bello” ( Rivista Lasalliana, 2005), in cui dà suggerimenti didattici su come tenere lezioni nelle varie discipline indicate dai programmi ministeriali.
Ultimo, ma non meno importante, l’impegno civile di Fratel Enrico. Quasi in contemporanea con l’iniziativa dei Gesuiti padre Sorge e padre Pintacuda, gli ispiratori della cosiddetta “primavera palermitana”, ha fondato a Torino (1987) la Scuola di Formazione Socio-politica A. De Gasperi: “E’ una scuola politica non partitica – precisa Fratel Enrico – non un’accademia di discussioni astratte, ma un luogo dove si riflette sull’uomo come persona e come cittadino, per sottrarlo a immotivate spinte verso l’insoddisfazione e la depressione e indurlo a una fattiva operosità per il bene comune”. L’hanno frequentata personaggi che hanno poi assunto importanti incarichi amministrativi o politici. Sono stati allievi, tra i tanti, il presidente del Consiglio Regionale Davide Gariglio, il deputato del Pd Marco Calgaro, il coordinatore regionale di Forza Italia Guido Crosetto.
Dotato di un instancabile attivismo, Fratel Enrico ha infine dato vita al gruppo del “Sicomoro” (indirizzato alla formazione nell’ambito dell’associazionismo cattolico) e alle lezioni “L’incontro con il capolavoro”, dedicato ai grandi della letteratura mondiale.
L'incontro è stato messo in risalto anche nell'edizione torinese de LA STAMPA del 16 maggio 2008 ("Fratel Enrico, una vita fra Plinio e la politica" di Maria Teresa Martinengo)
La testimonianza di Mercedes Bresso, Presidente della Regione Piemonte
“Il fatto che la festa di oggi renda omaggio a Francesco Trisoglio, conosciuto come Fratel Enrico, suggerisce inoltre che il senso di questa giornata vuole essere quello di condividere l’opinione che la scuola, fra tutti, è il principale veicolo per imparare l’arte del confronto fra le idee, grazie alla quale è possibile la formazione dell’individuo, come persona e come cittadino.
L’aver fondato a Torino la Scuola di Formazione Socio-Politica sta appunto a significare l’intento di Francesco Trisoglio di muovere dalla dialettica e dalla conoscenza dei grandi aspetti della vita politica – già a partire dagli insegnamenti dei classici greci e latini – per giungere alla formazione concreta di cittadini in grado di assumere, con le proprie idee, dei forti e tangibili impegni sociali. Permettetemi, pertanto, di concludere con una semplice metafora che so essere stata usata anche in alcuni scritti di Francesco Trisoglio, secondo cui il presente (e con esso la forza delle idee che lo incarnano) è associabile ai rami fioriti di una pianta la cui vita è resa possibile grazie alle sue radici, che altro non sono che il passato che ci accomuna.
La testimonianza di Elena Cappellano (tratta da IL MONFERRATO)
“Lui probabilmente non si ricorda molto di me, ma io ho l’impressione di conoscerlo da sempre. A ottantaquattro anni , gli è rimasta una lieve inflessione casalese – monferrina nella parlata, che continua ad avere intelligente e vivacissima. Parlo di Fratel Enrico, al secolo Francesco Trisoglio, che ieri è stato festeggiato all’Istituto San Giuseppe, una delle scuole più prestigiose di Torino, dove ha insegnato latino e greco a tante generazioni di alunni. E’ questo il settore della vita di lui che sento più vicino al mio lungo lavoro al Liceo D’Azeglio. Per quanti anni i suoi allievi sono venuti a riprendere e a ripassare a casa mia le sue spiegazioni, le sue traduzioni dal latino o dal greco. Attraverso quelle lezioni io potevo apprezzare il rigore, la precisione, l’intelligenza del suo lavoro didattico, tanto che le materie che insegnava lui, certo da sempre definite “caratterizzanti” per il Liceo Classico, erano da tutti gli allievi considerate le più importanti e quelle in cui si dovevano impegnare al massimo”.
Tratto dall'invito ufficiale alla festa (testo di Fratel Remo L. Guidi)
“In occasione della festa di San Giovanni Battista de La Salle, il Collegio S. Giuseppe rende omaggio a fratel Enrico (alias prof. Francesco Trisoglio, religioso, ideatore e instancabile promotore della Scuola di Formazione Socio-politica A. De Gasperi, educatore, studioso, uomo di tale smalto nella scienza e nell’insegnamento da non richiedere altro per presentarlo.
La manifestazione nasce non perché gli innumerevoli discepoli, amici ed estimatori del dotto Fratello ritengano di poter aggiungere qualcosa al suo prestigioso palmarès, ma per chiedere a tutti una riflessione sui valori, mai inflazionabili, dello studio ad alto gradiente e delle prospettive ricche di fascino offerte dalla scuola a chiunque sia in grado di coglierne il significato e difenderne i simboli.
Sulle cattedre del Collegio e dell’Università fratel Enrico ha operato con analogo rigore e con non diversa sensibilità morale, evidenziando, nel rapporto con i giovani, invidiabili attitudini all’ ascolto e rassicurante perizia di studioso, evitando, dunque, che il sapere inaridisse il sentimento, o le emozioni offuscassero la limpidità del giudizio.
Allo stuolo dovizioso dei grandi maestri che nelle epoche passate dettero lustro al Collegio, imponendone l’immagine a una Città esigente e aristocratica, oggi si affianca quella di Fratel Enrico, il cui sigillo è impresso sì nel campo della patristica e della didattica, della spiritualità e del classicismo, ma lo è soprattutto nella memoria di quanti hanno avuto e hanno il privilegio di ascoltarne il magistero”.